L’equilibrio

Primo post serio di questo blog, non prendetela troppo seriamente eh, o chiamo la mamma.

Allora, di cosa parleremo oggi? Di equilibrio.

Non voglio parlare di ginnastica artistica, né farvi una lezione di fisica (o quasi), quello che intendo io per equilibrio è un sistema in grado di continuare nello stesso stato a tempo potenzialmente infinito, detto in parole povere: quando tutto va nel verso giusto.

Per farvi un esempio, l’economia globale non è un sistema in equilibrio (anche se ci mettono in testa il contrario), in equilibrio potrebbe essere il sistema solare, o il nostro stesso corpo.

Ciò su cui mi voglio concentrare ora è il sistema mondiale, ovvero l’insieme di azioni fisiche e strutture che derivano dall’uomo, in particolare riferendomi al suo rapporto con la natura.

La mia opinione è che ogni civiltà debba trovarsi in uno di questi due equilibri: l’equilibrio naturale e l’equilibrio tecnologico.

L’equilibrio naturale è semplicemente un mondo dove non esiste nessuno straccio di tecnologia e gli uomini (se ci sono), vivono in perfetta simbiosi con la natura.

L’equilibrio tecnologico invece è un po’ più complesso, perché richiede che la civiltà (in questo caso, noi umani), produca tutta la sua tecnologia tenendo conto di qualunque, seppur minimo, impatto sull’equilibrio dell’ecosistema o sulla salute della civiltà stessa, e che prenda le necessarie precauzioni affinché il sistema naturale possa proseguire il suo corso indisturbato.

E quindi la nostra civiltà a quale dei due equilibri appartiene? Nessuno dei due, la nostra civiltà, attualmente, si trova proprio in mezzo. (più o meno, dai)

eq

E quindi cosa dovremmo fare? Semplice, cerchiamo di raggiungere uno dei due lati, o quello dell’equilibrio naturale o quello dell’equilibrio tecnologico, se rimaniamo così come siamo non saremo mai in equilibrio, e rischieremo… di cadere.

Banana.

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